Intelligenza emotiva: il ruolo del fisioterapista

Il lavoro dei fisioterapisti, come per tutti i professionisti della salute, è caratterizzato da aspetti fisici, intellettuali ed emotivi; tuttavia, all’interno della ricerca e della pratica fisioterapica, l’enfasi è stata posta quasi completamente sugli aspetti intellettuali e fisici del lavoro, sulle conoscenze necessarie per capire come il corpo risponde al trattamento e sulle capacità di manipolarlo.

L’altro aspetto del lavoro, la componente emotiva, è raramente riconosciuto e studiato. Identificare ed esprimere le emozioni è una componente di base dell’intelligenza emotiva e una capacità altamente necessaria della pratica clinica fisioterapica. In ambito psicologico, è un fatto riconosciuto che l’identificazione e l’espressione delle emozioni sono necessarie per garantire buoni risultati clinici.

Uno studio ha dimostrato che i fisioterapisti hanno consapevolezza delle emozioni nelle situazioni di trattamento, ma spesso rispondono a livello intellettuale.

L’abilità e la consapevolezza nell’individuare e nell’esprimere emozioni, in combinazione con le abilità cognitive, possono essere efficaci per migliorare il processo di ragionamento clinico e degli esiti del trattamento in fisioterapia. Identificare ed esprimere le emozioni può anche incrementare i risultati positivi del trattamento grazie ad una maggiore aderenza del paziente.

L’intelligenza emotiva può migliorare la capacità di adattarsi al paziente e di saper dare risposte a domande sul piano emotivo, che spesso accompagnano il processo riabilitativo.

Uno studio di tipo qualitativo ha indagato il ruolo delle emozioni in pazienti che avevano ricevuto un trattamento fisioterapico in ambito psichiatrico. Lo studio ha evidenziato l’importanza di esprimere le emozioni, ma anche di identificare quelle dei pazienti per favorire una buona interazione.

Un’altra ricerca ha esplorato la dimensione emotiva di alcuni fisioterapisti nel proprio lavoro in ambito privato. I risultati hanno dimostrato che le emozioni sono parte integrante del lavoro svolto dai fisioterapisti. Sono complesse, a volte contradditorie, e ci sono differenze individuali; sono state riscontrate, principalmente emozioni negative, potenzialmente indicative di aumento di livello di stress quotidiano. Se queste emozioni si presentano nei luogo di lavoro, sono indicative di esaurimento e stress. Un altro dato riguardava la mancanza di attivazione di emozioni piacevoli. Nella ricerca, quando sono state menzionate le emozioni negative, sono state attribuite alla mancata collaborazione dei pazienti.
Il lavoro emotivo è stato impiegato per superare quest’ impasse. Questo aspetto è coerente con l’argomentazione di Maslach secondo cui i pazienti che non seguono i consigli del fisioterapista richiedono più lavoro emotivo. Di conseguenza, i successi dei trattamenti risultano legati alla qualità della relazione terepeutica, così come alle abilità tecniche.

INTELLIGENZA EMOTIVA E BURNOUT

L’intelligenza emotiva può ridurre il rischio del burnout dei fisioterapisti. Il burnout è stato definito come la perdita di interesse per il proprio lavoro, stanchezza fisica, mentale e mancanza di emozioni positive e di rispetto per i pazienti.
Nei contesti sanitari diversi studi hanno evidenziato correlazioni tra intelligenza emotiva, maggiori livelli di benessere e minori livelli di stress. L’intelligenza emotiva può svolgere, inoltre, un ruolo di mediazione tra le emozioni esperite nel contesto sanitario e la sindrome
del burnout.

STRATEGIE PER INCREMENTARE L’INTELLIGENZA EMOTIVA

L’intelligenza emotiva può essere potenziata incrementando la propria consapevolezza a partire dall’osservazione delle emozioni, dei pensieri e delle sensazioni corporee.

Può essere utile ascoltare e osservare le persone, in particolare portare l’attenzione al contenuto emotivo delle interazioni. Ciò può essere utile soprattutto quando si entra in relazione con i cosidetti pazienti difficili che risultano meno aderenti ai trattamenti riabilitativi, scettici o mal disposti alla relazione.

Una formazione specifica finalizzata a potenziare l’intelligenza emotiva può determinare un incremento dell’empatia nei confronti del paziente, un miglioramento della relazione e una diminuzione del rischio del burnout per il fisioterapista.

Uno studio pilota ha valutato gli effetti di un training sull’intelligenza emotiva in otto fisioterapisti in formazione. L’intelligenza emotiva è stata valutata prima e dopo l’intervento attraverso l’utilizzo del test Consultation and Relational Emphaty. L’intervento, condotto da un esperto del settore, consisteva in sei moduli, ognuno contenente argomenti riguardanti l’intelligenza emotiva, quali: introduzione teorica; intelligenza emotiva nei diversi contesti di vita quotidiana e in ambito sanitario; emozioni; intelligenza emotiva con colleghi e pazienti; esercizi di rilassamento; consapevolezza emotiva di sé e relazionale; intelligenza emotiva e crescita lavorativa; intelligenza emotiva con diversi tipi di pazienti; esempi di casi e discussioni.

Lo studio pilota ha evidenziato l’efficacia del training formativo e ha aiutato i partecipanti a migliorare la presa in carico dei pazienti e la propria autoconsapevolezza, determinando una migliore percezione della cura da parte dei soggetti.

Il fisioterapista dovrebbe essere consapevole delle proprie emozioni e di quelle dei pazienti per cercare di dare risposte ai bisogni emotivi degli stessi.

Fonte: “Il Fisioterapista”, periodico di formazione e informazione per gli operatori della riabilitazione. Edizione 6/2018, Edi – Ermes.

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